Bambini ciechi e Kamishibai: è possibile
Il Kamishibai è una forma di narrazione visiva, ma ciò non significa che non possa essere accessibile anche ai bambini ciechi o ipovedenti. Con un po’ di creatività, è possibile trasformare ogni racconto Kamishibai in una potente esperienza sonora.
Un Kamishibai accessibile grazie ai suoni
Anche senza le immagini, una storia può prendere vita attraverso la voce, gli effetti sonori e la musica.
Ecco alcune strategie efficaci per rendere il Kamishibai più inclusivo:
- Voce espressiva: varia tono, ritmo e volume per creare un racconto avvincente.
- Effetti sonori: usa strumenti semplici come tamburelli, bastoni della pioggia o campanelli.
- Colonna sonora: accompagna la narrazione con un sottofondo musicale, facendo attenzione a non coprire la voce.
- Coinvolgimento attivo: invita i bambini a produrre suoni (es. dita per la pioggia, fiato per il vento, piedi per il gigante).
- Usa il Butai: sfrutta le ante e il legno per creare rumori reali che accompagnano il racconto.
Perché funziona?
Queste tecniche rendono l’esperienza più immersiva, stimolano l’immaginazione e coinvolgono anche chi non può vedere. Il Kamishibai diventa così uno strumento potente di inclusione e relazione.
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Hai provato queste strategie? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!
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